Metropoli – Il futuro dell’abitare in Europa
- Marketing
- 7 set 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 set 2022
Le metropoli sono considerate precorritrici per quando riguarda l’«abitare del futuro». Oggi, molte città si stanno già preparando al domani – molte sono già «smart», promuovono la consapevolezza ambientale e sono altamente digitalizzate. In questo articolo, le vogliamo dare una panoramica delle metropoli più importanti d’Europa, cosa le rende così speciali e come abiteremo nel futuro.
Panoramica: le 10 città più grandi d’Europa
Nel 2021 è Mosca la città più popolosa d’Europa. La megalopoli russa conta 12,6 milioni di abitanti , ben circa 1,5 milioni in più rispetto a Parigi, la capitale della Francia. Poi viene Londra con 9,4 milioni di abitanti, seguita dalle città spagnole di Madrid (6,5 milioni) e Barcellona (5,5 milioni). Al 7° posto c’è Roma con ben 4 milioni di abitanti, appena davanti alla capitale tedesca Berlino con 3,6 milioni di abitanti. Atene e Milano chiudono la classifica.
Posto | Città | Popolazione in milioni |
1. | Mosca | 12,54 |
2. | Parigi | 11,02 |
3. | Londra | 9,3 |
4. | Madrid | 6,62 |
5. | Barcellona | 5,59 |
6. | San Pietroburgo | 5,47 |
7. | Rome | 4,26 |
8. | Berlino | 3,56 |
9. | Atene | 3,15 |
10. | Milano | 3,14 |
(Fonte: Handelsblatt, https://www.handelsblatt.com/politik/international/ranking-die-zehn-groessten-staedte-europas/24486600.html?ticket=ST-1238902-aYzJwjiVLqdfHuPU3wJf-ap1)
Questa classifica conferma che la popolazione europea continua a preferire le aree urbane come luogo per vivere. Di conseguenza, il bisogno di spazi abitativi cresce, il traffico aumenta e la superficie disponibile scarseggia. Secondo le previsioni, nel 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città; tuttavia la crisi del coronavirus ha aumentato in molti il desiderio di una maggiore tranquillità e di un rallentamento dei ritmi.
Il mercato immobiliare delle metropoli europee continua a essere attraente. La domanda, spinta dall’urbanizzazione e dal crescente livello di benessere, cresce da anni più rapidamente dell’offerta.
Le metropoli sono i modelli dell’abitare del futuro e ci sono buone ragioni per questo. Le grandi aziende hanno sede nelle conurbazioni e negli agglomerati. Il know-how si concentra in questi poli economici, considerati vere calamite per la scienza e la ricerca e questo, a sua volta, fa da volano a nuovi sviluppi. Ma da tempo anche le città piccole e medie si stanno mettendo in luce. Per offrire un’alternativa alle grandi città e alleggerirle, le più piccole hanno la possibilità di compiere grandi progressi. I concetti di base non differiscono sostanzialmente da quelli delle metropoli, sono solo su scala più piccola.

Verde, smart e digitale: la metropoli del futuro
Due metropoli in Europa si distinguono già per quanto riguarda l’abitare nel futuro e i concetti di smart city: Parigi e Vienna.
Entrambe hanno un ruolo pionieristico in termini di orientamento al futuro. Anche se Vienna non è nella top 10 delle metropoli più popolose, la capitale austriaca è stata a lungo considerata un pioniere delle smart city e occupa da anni il primo o uno dei primi posti nella classifica delle città più vivibili del mondo. E non solo per la sua attenzione all’ecologia e alla digitalizzazione.
Nella loro pianificazione, gli urbanisti di Vienna cercano sempre di tenere in considerazione le diverse parti interessate e le esigenze dei residenti, influenzando così significativamente la qualità della vita degli abitanti. A molti è sconosciuto il significato del termine «pianificazione di genere (gender planning in inglese)», coniato da Eva Kail, urbanista per oltre 30 anni a Vienna e prima in assoluto a metterlo qui in pratica. In passato, le città erano fondamentalmente pianificate per le esigenze degli uomini, ossia la disposizione delle strade e di cose analoghe erano ancora orientate al modello del capofamiglia, l’uomo che al volante della sua auto va al mattino al lavoro la mattina e rientra la sera. Questo approccio di pianificazione è definitivamente superato.
Oggi nelle metropoli l’ambiente abitativo circostante deve riflettere molto di più le condizioni di vita reali degli abitanti. Pianificazione di genere significa esattamente questo: accessibilità, semafori adattati, così come parchi e scuole per l’infanzia facilmente raggiungibili a piedi.
Anche Parigi è considerata precorritrice in termini di qualità delle abitazioni e di città del futuro. L’attuale sindaca, Hidalgo, si dichiara a favore di una «città di 15 minuti». Secondo questa proposta, i cittadini dovrebbero essere in grado di raggiungere nell’arco di un quarto d’ora dalle loro case centri commerciali, scuole, medici, luoghi di cultura, uffici, spazi verdi e tutti gli altri luoghi importanti della vita quotidiana. Inoltre, si sta riflettendo sui famosi Champs-Élysées di Parigi, che dovrebbero lasciare il posto a un parco e inoltre dovrebbero essere create più zone a traffico limitato o senza auto.
Questo approccio all’abitare del futuro viene attutato gradualmente in altre metropoli e città – anche in Svizzera ci si sta muovendo in questa direzione e iniziano le prime implementazioni. I pionieri nazionali sono Zurigo e Basilea. Continueremo a tenerla aggiornata a questo riguardo.
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